Bellezza


"La bellezza che sappiamo riconoscere in noi stesse è la fonte della libertà che vorrebbero negarci."

(Michela Murgia)


Giorno numero uno di settembre. Quando tutto, in qualche modo, riparte.

Ecco, il primo giorno del mese, dedicato alla “rubrica delle parole stupendosamente intraducibili”, riparte da qui. Dalla parola “Bellezza”.

Perché la bellezza è il cardine e l’obiettivo della mia fotografia.

Il seme da cui sono nate la radici che sorreggono tutto il mio lavoro.


“Bellezza”, dal latino bellus, a sua volta derivante dal termine bonus e dal verbo beare. Rendere felici, arricchire. Ciò che è bello arricchisce e rende felici.

Questa è la bellezza. Un valore, intrinseco e caratteristico di ciascuna di noi, che ci arricchisce. Che ci fa stare bene. Deve farci stare bene.

La ricerca della nostra bellezza, la cura che dedichiamo ad essa (quando è sana) sono atti di bene che dobbiamo, prima di tutto e tutti, a noi stesse.


Perché quando stiamo bene con noi stesse, stiamo bene.


Siamo libere da tutto ciò che ascoltiamo. Da tutto ciò che ci viene detto e che vogliono farci credere.

Non siamo più le parole che pronunciano gli altri guardandoci. Non siamo i loro giudizi né i loro pregiudizi. Non siamo etichette. Non siamo categorie.

Il nostro corpo ci appartiene, così come il nostro pensiero e il nostro desiderio. Le scelte che ogni giorno compiamo, il vestito troppo lungo o troppo corto che ci piace indossare.

Siamo chi vogliamo essere. Siamo noi.


"La bellezza che sappiamo riconoscere in noi stesse è la fonte della libertà che vorrebbero negarci." (Michela Murgia)



Insegniamolo a noi stesse. Insegniamolo alle nostre figlie. Perché nei nostri abbracci, avvertano il battito sicuro del nostro cuore. Perché possano camminare forti dei loro passi, dei loro sguardi e dei loro respiri.


Questa è la bellezza sincera. E questa è la bellezza del mio lavoro.

Questo è l’obiettivo che, in quanto fotografa, desidero perseguire.

Per il quale voglio continuare a battermi. Da qui riparto, o meglio, da qui vado avanti.

Con i miei strumenti. Con tutto il lavoro pre e post che dedico ad ogni vostro ritratto.

Un lavoro che, come ultimamente continuo a ripetere, non nasconde. Non modifica. Non camuffa. Piuttosto esalta e rivela proprio quella bellezza che appartiene ad ognuna di noi.


Questo è il mio lavoro. Questo è ciò che posso e desidero fare per voi.

E questa sono io. Più forte e consapevole del valore che ha questa mia professione.

E quindi? Che cosa succederà quest’anno?

Si concretizzeranno alcuni progetti a cui sto lavorando da tempo.

Cambiamenti?

Evoluzioni, direi. Con la promessa, comunque vada, di restare fedele al mio grande obiettivo.

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