Che bello essere noi


All’inizio di dicembre avevo condiviso su Instagram un frammento, tratto da un saggio di Lella Costa, “Che bello essere noi"

Non mi stanco mai di riprenderlo in mano. E ogni volta che ci torno me ne innamoro.


"Accade tra amiche, ma anche tra sconosciute.

Si saltano le formalità e in un attimo si è noi.

Noi donne, noi ragazze,

con le tregue impreviste, le battaglie minute,

gli ostacoli e i miracoli quotidiani,

le allegrie subitanee, le contraddizioni

e le rimozioni e le irritazioni

e le considerazioni e anche i magoni

e perfino le canzoni...”


C’è una chimica inspiegabile tra di noi … una chimica che il più delle volte non può essere spiegata, può essere solo rappresentata. Lella Costa ce lo mostra con la leggerezza di queste pagine intrise di vite e ritratti femminili.

La fotografia è la grammatica con cui faccio mia questa lezione, per poterla a mia volta donare. E la settimana scorsa, il dono è stato per Dorina.



Dorina, mamma di una e nonna di due. 

Quattro vite, quattro nomi, quattro ritratti profondamente legati.

Ognuna è per l’altra un’amica, una complice e un’alleata. Ognuna di loro ha trovato nell’altra un punto di riferimento costante, un abbraccio che riscalda alla fine di una lunga giornata, una mano che guida e che accompagna.


Hanno vissuto insieme fino a quando le ragazze, diventate grandi, hanno scelto di frequentare l’università in due città lontane. 

La distanza è un limite che sembra insormontabile, ma la tenacia e la costanza di certi legami hanno il potere di cancellare chilometri e confini. 

A volte basta un appuntamento al telefono ogni settimana. A volte un week end in cui riunirsi ogni due mesi. A volte un’occasione speciale.


Per il compleanno di Dorina, hanno sentito il desiderio di celebrare e dare forma all’essenza di questo legame. Perché ognuna potesse avere con sé un po’ dell’altra e sentirsi ancora insieme anche a chilometri di distanza.

Ognuna con il suo ritratto di famiglia: incorniciato, nascosto tra le pagine di un libro o di un’agenda, ripiegato e appoggiato sotto il cuscino.

Un ritratto di famiglia in cui i loro sguardi sembrano dire:


Che bello essere noi. Che bello essere state noi, che bello il groviglio di avventure e disavventure che ci hanno portato ad essere figlie, madri, sorelle, amiche. Ad essere così complici di una complicità che nessuno può spiegare, che si può solo racchiudere in una fotografia, in un ricordo, in una delle nostre storie.


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