Di pescatori e collezioni femminili


Se si costeggia il molo rientrando a casa dopo cena, è possibile incontrare i primi pescherecci in partenza dal porto. A bordo i pescatori stringono veloci gli ultimi nodi con la schiena china sull'acqua.

Quando capita, mi piace avvicinarmi e osservarli meglio: la sicurezza di quei gesti, tipica dei mestieri la cui tecnica manuale si affina con la pazienza del tempo, ha un effetto rilassante, soprattutto in serate come queste, quando il vento inizia a raffreddarsi ed esalta l'odore penetrante di sale e alghe.


La scorsa settimana mi sono fermata a salutare un pescatore amico. Due battute veloci perché i pescatori sono creature particolarmente riservate:

"Come va?"

"Oggi il mare è piatto come un'asse di legno, vedi?"

"Allora buona pesca"

Avete presente quelle notti durante le quali sembra impossibile prendere sonno per il rumore assordante che produce il silenzio? Ecco.

Perché "Buona pesca" è il gatto nero di ogni pescatore; e per una figlia del mare dimenticarlo è ancora più Peccato.

Scuotendo la testa mi ha detto: "Sei proprio una donna".

Sul momento sono rimasta in silenzio. Che senso aveva ribattere.

Le parole tuttavia, per quanto vuote e insensate, danno da pensare. Sempre.


E pensandoci bene, sì, sono proprio una "Donna". Perché anche questo è parte della nostra Bellezza.



"Siamo così", come dicono le note di quella canzone.

Siamo collezioniste di battute inappropriate dall'animo candido e delicato.

Arrossiamo quando ci regalano un fiore, ma se ci offrono una spina abbiamo il potere di gelare l'aria.

Riusciamo ad essere fuoco e acqua allo stesso tempo. Incostanti come il vento, forti e sicure come le radici che scavano la terra.

Amiamo chiuderci nel nostro silenzio ed urlare al mare ogni ferita o parola tradita.

Ci facciamo piccole come granelli di sabbia ad ogni lacrima. Ed esplodiamo di luce come una stella appena nata, quando crediamo in un'idea.

D'inverno camminiamo disinvolte sui tacchi per un'intera giornata; d'estate torniamo ragazzine che corrono scalze sulla spiaggia bagnata.


Balliamo a tempo o fuori dal coro. I nostri sorrisi sono pieni come quelli di un bambino.

Siamo così. Sì, siamo proprio "Donne".


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