Esperienza

Uno giugno.

Primo giorno del mese. Rubrica delle “parole stupendosamente intraducibili”.

“Esperienza”, dal latino “exeperientia”, a sua volta derivante dal verbo “Experiri”, provare, sperimentare.

Sperimentare il nuovo, permettergli di sconvolgere tutti i “credo”, di scavalcare barriere e limiti autoimposti.

Ecco, in questi ultimi due mesi, imprevedibili e non calcolati, in mezzo alle luci e alle ombre che hanno riempito le mie giornate (come quelle di tutti noi), ho sperimentato.


Innanzitutto, ho fatto un piccolo percorso di meditazione. Ventuno giorni, il "time frame" necessario a sviluppare una nuova abitudine. Così, almeno, dicono.

Ad un certo punto di questo sentiero, fatto di ripide salite e morbidissime discese, mi è stato chiesto di buttare giù, nero su bianco, sette difetti.

Setti difetti limitanti per la vita, il lavoro e le emozioni.

Passo successivo: scegli e sperimenta.

Scegli tre di questi difetti e sperimenta un modo di superarli.

Scrivilo, nero su bianco. Un'azione da compiere quotidianamente.

Uno dei tre difetti individuati era (ed è) la vergogna.

Senza pensarci troppo, ho scritto: fatti un selfie al giorno.

Non un selfie da postare, condividere o sbandierare. Un selfie per me stessa.

Per ricordarmi ogni giorno chi sono e che ci sono.

Per giudicarmi sempre meno, un giorno alla volta. Non si sa mai che imparo a volermi bene!

Ma non è questo quello che solitamente provo a fare attraverso la fotografia?

Durante le sessioni di scatti. Intime o condivise.

Quelle sessioni che, in questi mesi di distanze fisiche e sociali, sono rimaste ferme e sospese.

Ho pensato a voi.



In un momento in cui sentivo la mancanza di potervi aiutare a stare bene con voi stesse, ho avuto il desiderio di fornirvi gli strumenti per poterlo fare da sole.

Per potervi dire: fatelo per voi stesse.

Per ricordarvi ogni giorno chi siete, che ci siete. Per giudicarvi sempre meno, un giorno alla volta. Non si sa mai che impariate a volervi bene!


E così ho sperimentato “Autoritrattosincero”, il mini corso su Instagram che abbiamo condiviso insieme in queste settimane.

Più che un corso, un’esperienza.

Per voi e per me.

Un’occasione per conoscere meglio il mondo del ritratto: le pose, la luce che fa l’amore con le nostre emozioni.

Le tecniche di base e la meravigliosa storia dell’autoritratto.

Le basi della post produzione, quella vera: quella che con pazienza porta alla luce il meglio che possiamo raccontare attraverso la nostra immagine.

Un’esperienza per provare a guardarci attraverso lo schermo con un occhio più amorevole e consapevole.

Questa è la mia fotografia.

Questo è ciò che voglio donarvi durante una sessione di scatti.

Un’esperienza. Un percorso, alla fine del quale, ognuna di voi possa portare a casa una consapevolezza di sé nuova e più forte.

“Attraverso la fotografia, voglio regalarti un’esperienza che vada ben oltre la fotografia stessa.  

Una carezza alla tua femminilità, un gesto di estrema cura, un viaggio alla riscoperta di te. 

Davanti al mio obiettivo, voglio che tu possa sentirti libera di amarti. Perché quando ci sentiamo bene con noi stesse, quando siamo noi stesse, riveliamo un fascino straordinario.”

Così avevo scritto sul mio sito tre anni fa.

Questo è quello che continuo a fare. Questo è ciò in cui continuo a credere.

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