L'arte della postproduzione

"Non pensi che si stia esagerando con la postproduzione?”

“Che cosa è vero e che cosa è falso?”

"Ma sono io o non sono io?"


È vero: ultimamente l’uso di filtri e preset si sta sostituendo sempre più frequentemente, anche a livello professionale, alla vera e propria arte del fotoritocco.

Non sto parlando di quelle app che giocano con la nostra immagine: quelle da denti sbiancati, guance piallate, connotati alterarti e aggiunta di pupille scintillanti.

Mi riferisco a quel mondo di luci e colori sapientemente alterati ed esasperati che, attraverso l'immagine, danno vita ad emozioni e stati d'animo: l'arte del color grading.


Il potere che hanno luci e colori: ritmare i battiti del nostro cuore.


Negli ultimi anni quest'arte (perché, di fatto, è diventata una vera e propria arte) ha fatto passi da gigante, mettendo a disposizione di professionisti (e non solo) strumenti estremamente potenti efficaci. Basti pensare al cinema e al crescente impero delle TV Series. Siamo costantemente proiettati all’interno di produzioni grandiose, a tal punto da condizionare la nostra percezione della realtà.

 

La mia posizione a riguardo? Non sono affatto contraria. Credo che tutto ciò che possa apportare un maggior appeal ad un’immagine, sia essa fissa o in movimento, sia assolutamente da considerarsi un valore aggiunto.


Altra cosa, però, è la postproduzione.


Sopratutto quando si riferisce ad un ritratto.


Quando dico "post produzione di un ritratto", mi riferisco a quel processo, meticoloso quanto impercettibile, che lavora per portare alla luce la natura sincera di chi che stiamo osservando.


Parlo di ogni strumento e tecnica impiegati per esaltare e non per trasformare.

Parlo della cura e del tempo dedicati ad elaborare il singolo scatto.

Parlo del lavoro che occorre per fondere luci ed ombre, alla ricerca costante dell'armonia. Non un'armonia assoluta, ma quella che accompagna ciascuno di noi.

Mantenendo visibili i pori della pelle, i segni che il tempo e la vita hanno regalato. Raccontando, attraverso un'immagine, chi davvero siamo. Non chi vorremmo essere.


Quando ritraggo, voglio dare vita a quella "voi" che vedete riflessa allo specchio, quando nessuno vi guarda. Lontane da ogni tipo di etichetta o di giudizio.

Come? Grazie alla vostra fiducia e alla luce naturale. E sì: grazie anche al lavoro di postproduzione.


La postproduzione, intesa come tale, è parte indispensabile del processo creativo.

Mi consente di esaltare la bellezza di ogni imperfezione. Valorizzare ciò che la luce naturale ha già disegnato sul viso e sul corpo.

E se questo lavoro non si vede, allora l'artefatto non ha prevaricato l'essenza di chi ho ritratto.


"Sì, questa sono io."

© 2018 by Via Lactea Studio - Beatrice Angelini P.iva 01447980119 - Web Design by Amen Studio