La fotografia è fatta per chi...


Cosa c'è in fondo ai tuoi occhi dietro il cristallino, oltre l'apparenza? (Saffo)

Siamo circondate, letteralmente tempestate, da immagini che nutrono i nostri occhi di stereotipi e apparenze.

Fotografie e ritratti pennellati, dipinti innaturali che ci spronano a limare e a livellare ciò che siamo. Pena l'inadeguatezza.

Perché è così che il più delle volte ci sentiamo: costantemente inadatte, fuori luogo, sbagliate. Molte di noi non amano farsi fotografare. Davanti alla propria immagine non si riconoscono e voltano la testa da un'altra parte.



La fotografia viene così snaturata e ridotta all'osso. Quello che rimane è un terreno arido, uno strumento che incoraggia il confronto sterile, un dito puntato, una voce che si alimenta di definizioni e giudizi.


Ma la fotografia, la fotografia vera, non è fatta per chi vuole apparire.

La fotografia è al servizio di coloro che desiderano mostrasi.


"Apparire": farsi vedere, esibirsi, sembrare. Nascondere.

Cosa ben diversa è il "mostrare" e il "mostrarsi". Perchè "mostrare" vuol dire esprimere, rivelare. Raccontare ciò che è vero. Ciò che siamo. Mettere a nudo con leggerezza e fierezza le nostre luci e le nostre ombre. La nostra forza e la nostra fragilità.


Possiamo mostrarci senza apparire.

E quando riusciamo a spezzare i vincoli e le catene dell'apparenza, quando ci sentiamo bene con noi stesse, libere di essere noi, riveliamo un fascino straordinario.


C'è chi spreca il proprio fascino, imbellettandolo e camuffandolo. E poi c'è chi lo accoglie per quello che è e lo coltiva con orgoglio e amore.

Questo è il fascino che rivela una fotografia sincera

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