"Quattro"

Aggiornato il: 4 apr 2019

Essere selezionata tra le artiste in mostra per il festival culturale Pop Eat è stato un colpo al cuore.

Di quelli belli, si intende. Inaspettato e magico come quando ricevi una cartolina o una lettera scritta a mano.

Avrei voluto avere uno di quei vecchi telefoni verde acqua muniti di filo lungo da attorcigliare fra le dita quando si parla. Perché Il cuore batteva a mille per l’emozione e una piccola dose di paura: amo rifugiarmi dietro la mia macchina fotografica e lasciare che sia il mio lavoro a parlare per me. Ma dare vita ad una mostra vuol dire "metterci la faccia"… è tutta un'altra storia.


Insieme a me la mia adorata Simona di Aura Botanica che, con i suoi occhi da bambina e la sua risata contagiosa, crea meraviglia e comunica con la semplicità e la potenza dei fiori.

Nel suggestivo atrio di Palazzo du Jardin, tra una serie infinita di cambi d'umore, di ripensamenti e di incertezze abbiamo fatto fiorire "Quattro".


Si dice che il quattro sia il più perfetto tra i numeri. Rappresenta, infatti, la prima potenza matematica da cui derivano tutte le altre combinazioni numeriche.

Benché la matematica ed io non siamo mai andate d’accordo, la potenza generatrice del quattro assume, per me, un significato essenziale.

Quattro sono le donne. E Quattro sono le storie racchiuse nella loro arte.


Quattro storie che hanno portato ciascuna di loro a perdersi e a ritrovare se stesse nell’Arte, acquistando il potere di elettrizzare, liberare, guarire; di rappresentare in modo unico le identità femminili e le relazioni affettive. Quattro donne ordinariamente straordinarie, diverse tra loro per età, background, approccio estetico. Diverse tra loro le rispettive arti.


Betty, fresca e piena di vita, che con pennino e inchiostro rende libera ogni parola, superando i confini della carta e del pensiero.


Alessia, potente come il vento e fragile come un uccellino, che nelle sue illustrazioni si addentra tra i rovi dell’anima, rivelandone la parte più profonda e nascosta.


Alice, così giovane ed intraprendente, che con i suoi pigmenti colora lo sguardo e dipinge sulla pelle il coraggio di amarsi, valorizzando l’unicità di ogni corpo.


Paola, libera e piena di dolcezza, che nell’arte ha ricercato la sintesi dinamica della propria esperienza, arrivando a fare della pittura una fonte di guarigione interiore per sé e per chi le si accosta.


"Quattro" è il racconto di uno scambio di anime. É l’incontro di quattro storie, quattro forme di arte.

Quest’Arte mi è andata dritta al cuore al punto che anch’io, che ancora fatico a definirmi artista, ho voluto mettermi in gioco con la mia grammatica di rappresentazione, la fotografia, e attraverso di essa ho voluto provare a farmi veicolo di questa potenza generatrice.


Il riscontro è stato potente e appagante. Mi ha dato conferma di essere sulla strada giusta, per quanto faticosa e ancora molto lontana dal campo base.

Quello che porto con me è il calore dei sorrisi e delle parole che ho raccolto quella sera, e che ho chiuso dentro al cassetto dei mie tesori. Il cassetto da aprire nelle domeniche di pioggia per cercare l'energia positiva che ci spinge a fare quello che amiamo fare, nonostante i cieli grigi e le mille difficoltà.


La bellezza ci salverà, come dice Silvia Bisconti, l'incredibile donna nascosta dietro i tessuti colorati di Raptus and Rose.

E che "Quattro" sia un punto di partenza per poter continuare a raccontare l’arte e le storie di altre donne ordinariamente straordinarie.


Per questo inizio, ringrazio di cuore chi concretamente mia ha supportata e "sopportata".

Un grazie speciale a Orianna Fregosi, ideatrice di Pop Eat e della sua bellezza.


Questa è la mia Via Lactea



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