Ritratto di una figlia del mare


E' nata in un piccolo paese nascosto tra le colline della Liguria, dove le case, poco distanti le une dalle altre, si alternano a boschi di ulivi e piane coltivate.

I portoncini in legno colorato si affacciano su creuze gradonate, ricoperte da strati di muschio e fili d'erba, che si incrociano sul piazzale acciottolato di una chiesa tutta bianca. L'unico punto del paese dove l'orizzonte si apre sul mare. Per raggiungerlo occorre prendere la macchina o la corriera delle 7, quella che ripassa dalla stessa fermata poco prima dell'ora di cena.

Ma qui il mare preferiscono guardarlo da lontano: chi vive da queste parti è radicato alla terra delle piane come le radici degli ulivi che fanno ombra alle mulattiere.


Per lei è sempre stato diverso.



Attratta da quella distesa d'acqua, da piccolina passava i pomeriggi d'estate, seduta sulle panchine del piazzale. Si sporgeva e guardava il mare dall'alto.

Chiudendo gli occhi, riusciva a sentire l'odore di sale e il rumore dei flutti contro i moli dei porti lontani.

Con un vecchio mangiacassette blu, ascoltava a manetta la storia della Sirenetta; con il dito seguiva il suono delle parole sul libro illustrato, una vecchia edizione delle Fiabe Sonore, le cui immagini acquarellate hanno fatto innamorare molte di noi.


Diventata un poco più grande, si faceva trovare al piazzale puntuale alle 6.50 e con la corriera raggiungeva, d'inverno la scuola, d'estate la spiaggia.

Nei pomeriggi passati ad immergersi aveva imparato a trattenere il fiato per due minuti e mezzo, a prendere in mano un riccio, a non spostare mai una stella marina e a tuffarsi dallo scoglio più alto. A casa aveva una collezione di pietre colorate, portate via al fondo del mare.

Si vedeva a studiare biologia marina a Genova o chi sa.... chi sente il richiamo del mare punta sempre lo sguardo un po' più in là, oltre i confini noti e visibili.

E così è stato: dopo il liceo, ha deciso di partire e studiare in una città oltremare. La separa da casa solo una linea all'orizzonte lontana, che chiede di essere superata ed esplorata.


In valigia ha portato quel suo vecchio libro illustrato e una scatola di fotografie che la mamma ha voluto farle fare prima della partenza. Perché, per affrontare un viaggio e accogliere quello che non conosciamo, occorre tenere a mente chi siamo.

Le fotografie hanno il potere di ricordarcelo.

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